Atto notarile diventa digitale

0 Il primo atto notarile digitale è stato eseguito in una vendita immobiliare a Genova.
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Il progresso informativo arriva anche per gli atti notarili, infatti il primo atto notarile digitale è stato effettuato per una vendita immobiliare a Genova. L’importante passo avanti è stato effettuato, ma la strada è ancora lunga e per i notai italiani il passaggio alla rivoluzione digitale non è una cosa scontata. In un file troveremo la “firma digitale” con i dati grafici e di calligrafia e in un altro le caratteristiche isometriche, dall’inclinazione del pennino alla velocità di scrittura, dalla pressione sul foglio virtuale all’accelerazione della scrittura. Per questo per arrivare a un protocollo comune è stato messo a punto ‘iStrumentum‘, un protocollo che permette di stipulare atti in città differenti da quelle in cui si vive certificando a distanza le firme dei contraenti che vengono apposte su speciali tablet touch screen, come quello che troviamo negli uffici delle Poste Italiane. Si è arrivato cosi al primo atto notarile firmato a distanza, dalle sedi dei Consigli dell’Ordine di Genova e Milano, ed è stato siglato ufficialmente a Genova. Ovviamente molto soddisfatto il presidente del Consiglio Notarile di Genova Ugo Bechini, che ha affermato che “a Genova è stato stipulato il primo contratto di assicurazione noto al mondo, la prima vendita immobiliare senza carta in Italia. Continuiamo su questa tradizione di innovazione che portiamo avanti già da molti anni attraverso la firma digitale che i notai italiani hanno adottato per primi nel mondo”. La procedura è adesso operativa e dopo questa prima firma, è possibile utilizzarla anche in altre città. Il procedimento è questo: il notaio prepara il testo dell’Atto pubblico informatico in formato pdf, che viene poi sottoscritto dalle parti con firma digitale o grafometrica. La firma di ciascun sottoscrittore dell’atto viene associata al tempo di scrittura, alla pressione esercitata sul tablet touch screen, alla posizione della mano, alla velocità, accelerazione e ritmo nel momento della sottoscrizione. Tutti questi elementi servono a offrire un elevato standard di sicurezza. Una volta controllate le firme, il notaio firma a sua volta gli oggetti costituenti la stipula e salva l’atto, che viene quindi sottoposto al controllo da parte del software che ne calcola l’impronta.

 

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