Le banche entrano nell’immobiliare

0 Le banche entrano nell'immobiliare direttamente nel settore della compravendita. L’esempio di Intesa Sanpaolo Casa e UniCredit Subito Casa.
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La grande novità del mondo immobiliare nell’ultimo periodo è sicuramente l’ingresso delle banche nel settore della compravendita. Lo hanno già fatto Unicredit con “UniCredit Subito Casa” e Intesa Sanpaolo con ”Intesa Sanpaolo Casa”, due delle maggiori banche italiane. La novità è sicuramente di grande portata per il nostro mercato immobiliare, due grandi banche che entrano nel mercato porteranno sicuramente un grande cambiamento per tutti, dagli operatori e per chi acquista e chi vende. Infatti un grande istituto di credito diffuso in tutta Italia, e come in questo caso non solo, significa capacità di investire milioni in campagne marketing e, soprattutto, la possibilità di presidiare sotto un unico brand praticamente tutto il territorio. Una novità così grande da provocare le proteste degli agenti immobiliari attraverso la loro associazione di categoria, la Fiaip. Il primo esempio è del 2011, con la Cassa di risparmio di Bolzano che ha creato Sparkasse Immobilien. Ma che opera solo a livello locale. Mentre è ci circa un anno fa dell’ingresso di UniCredit, che ha creato “UniCredit Subito Casa”, già presente con discreti risultati. La struttura organizzativa ha come fulcro il sito internet che contiene gli annunci, dall’apposito numero verde e dalle inserzioni che la società promuove presso i più diffusi portali. Una volta, avuta la segnalazione del cliente che acquista o vende, entra in azione l’agente immobiliare. Questi agiscono da liberi professionisti, seppur formati dalla struttura e al momento ve ne sono 400, ma è un numero destinato a crescere. Quindi per adesso non si punta sulla presenza fisica di sportelli immobiliari all’interno delle filiali. Più recente e in via di definizione è l’ingresso nel mercato di “Intesa Sanpaolo Casa”. Qui la struttura concepita è diversa da quella di Subito Casa, entreranno in gioco le filiali e verrà utilizzato personale dipendente a base volontaria e saranno riconvertiti per svolgere l’attività di agente. Avranno i requisiti in regola e necessari per svolgere l’attività di agente. Mentre un’altra parte sarà personale proveniente dall’esterno e sarà selezionato tra i professionisti che già  operano  nel mercato. Sono partiti a brevi nelle tre grandi città Milano, Roma e Torino, per poi proseguire con altre quattro città e continuando nella strategia di sviluppo territoriale fino al 2017.


Banche

Banche


I motivi per un ingresso cosi prepotente del mondo del credito nella intermediazione immobiliare, possono essere molteplici. Chi vede in questa operazione come l’estremo tentativo di sbarazzarsi di enormi quantitativi di immobili ipotecati, prossimi a diventare sofferenze. Ma crediamo che sia una lettura parziale, poiché le banche nel settore degli immobili all’asta, hanno già provveduto ad organizzarsi. Mentre è concreta la voglia di assicurarsi pezzi di mercato attraverso la possibilità di allargare i servizi ai clienti, riguardanti il cosiddetto mondo casa, che ormai passa non solo dalla concessione di mutui, ma anche dalla distribuzione di polizze e di consulenze vere e proprie. Altro fattore importante è sicuramente la volontà di far ripartire le vendite in un settore vitale per l’economia, che copre un quinto del Pil del Paese. Secondo la loro visione, nel mercato dell’intermediazione vi sono elementi di debolezza, quali l’assenza di  circolarità  degli  immobili, servizi limitati al puro atto di compravendita o un livello di professionalità non sempre adeguato. Con l’intenzione di far aumentare, la bassa percentuale di transazioni intermediate professionalmente. Ma da un’analisi di “Scenari Immobiliari”, in Italia ci sono “540mila case in vendita, il 26% delle quali è rappresentato dal nuovo.  L’immobiliare, nel suo complesso, si accaparra oggi il 34% degli impieghi e metà di questi va alle società di costruzione”. Quindi le società di costruzioni rappresentano una sofferenza per i bilanci bancari, in quanto mostrano un rapporto  tra  sofferenze  e  impieghi ben superiore a quello delle altre aziende (23,9% contro il 15,5%, dati aggiornati a fine 2013). Pertanto far ripartire le vendite servirà alle banche di far rientrare parte delle loro sofferenze con il mondo delle costruzioni, facendo abbassare quel rapporto cosi controproducente per entrambe le parti.


Compravendita Immobiliare

Compravendita Immobiliare


Di tutta’altra opinione sono gli agenti immobiliari, che hanno materializzato la loro avversioni alle cosiddette “banche agenzie immobiliari”, con atti concreti. Infatti la Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), ha prima effettuato una segnalazione all’Antitrust, ora alla Banca d’Italia. La prima è stata fatta il Febbraio di un anno fa all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, e un’altra alla Banca d’Italia, con la consulenza di Catricalà ex garante  Antitrust, per cercare di fermare l’ingresso delle banche nell’intermediazione immobiliare. Nell’esposto si dice che si riscontrano “anomalie connesse all’esercizio da parte di Unicredit Subito Casa e Intesa San Paolo Casa dell’attività di mediazione e intermediazione immobiliare”. Poiché “il rischio dello svolgimento, da parte di soggetti appartenenti allo stesso gruppo bancario, di attività creditizia e di intermediazione immobiliare, è  quello  di  uno scambio incrociato di informazioni e dati riservati relativi  alla posizione finanziaria e alla esposizione debitoria dei consumatori, i quali potrebbero essere indotti a scelte che, lungi dall’essere libere  e  consapevoli, sarebbero il frutto di un’azione concordata e condivisa di detti soggetti a proprio esclusivo   vantaggio”. Il tentativo di bloccare l’ingresso delle banche nelle compravendite immobiliari, è motivato da Paolo Righi presidente dell’associazione, dal fatto che si tratterebbe di una “concorrenza impari, anche perché le banche ricevono denaro a bassissimo costo dalla Bce e di fatto non possono fallire, come una qualunque altra impresa. La loro funzione sarebbe quella di sostenere le attività economiche, incluse le agenzie immobiliari, non di fare loro concorrenza”. Poiché le banche “dovrebbero sostenere e favorire la crescita degli operatori presenti sul mercato e non fare direttamente impresa, generando  una situazione di concorrenza sleale”. In quanto “la presenza, all’interno di un medesimo gruppo bancario, di imprese chiamate a svolgere, seppure mediante una gestione separata, attività bancaria e attività di intermediazione immobiliare, con conseguente evidente commistione tra tali attività, oltre a integrare una violazione delle regole di trasparenza e correttezza che gli intermediari sono tenuti a osservare nei rapporti con i clienti, potrebbe comportare una lesione delle garanzie di indipendenza e imparzialità nei confronti di consumatori e risparmiatori interessati a beneficiare delle prestazioni rientranti nell’una o nell’altra  attività”.

 

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