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23 Febbraio 2017

Aumentano le case all’asta

La situazione economica particolare in cui versa il Paese, viene sottolineata anche dall'aumento delle case all'asta. Infatti c’è stato un aumento del +10% in sei mesi, le procedure sono passate da 30.215 del luglio 2016 a 33.304 del dato odierno. Una tendenza preoccupante, già segnalata la scorsa estate, quando si era registrato un incremento di oltre il 5% delle case all'asta rispetto all'inizio dell’anno. Il dato è stato presentato nei giorni scorsi al Senato, dal Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea. Vediamo la distribuzione territoriale dei dati. Nel mezzogiorno d’Italia si è avuto un incremento significativo, con un aumento del +21% sia nelle Isole (4.483 contro le 3.683 del semestre precedente) sia nella parte peninsulare (7.202 unità rispetto alle 5.949 di luglio 2016). Nella nord Italia invece si è avuto un incremento del 17% delle case all’asta, passando a 15.749 procedure forzate rispetto ai 13.423 del luglio 2016. Infine l’unico dato positivo si registra nel centro Italia, dove si è avuto un decremento del -18%. Infatti c’è stata una diminuzione delle procedure, passando da 7.160 del Luglio scorso, ai 5.870 dell’ultima rilevazione. Focalizzando le rilevazioni per le regioni, vediamo quella con maggiori aste è la Lombardia con 6.963 unità, il Veneto con 3.984 unità (+65% rispetto a luglio 2016), la Sicilia 3.572 unità (+25%) e la Campania  con 2.484 unità (+26%). Se vediamo i dati a livello provinciale, quelle con il maggior numero di procedure forzate sono Bergamo con 1.742 case all'asta, Roma con 1.553, Verona 1.306, Palermo 1.201 e infine Napoli con 1.033 unità. Mentre le regioni con i saldi positivi, sono la Puglia con 2.247 unità e un decremento del -39%, il Lazio con 2.424 unità con un decremento del -18%, la Toscana che passa dal 2.321 a 2.267 unità e infine il Piemonte con 2.055 procedure forzate. Il rapporto inoltre analizza il valore degli immobili messi all'asta. Il 68% ha un prezzo inferiore ai 100mila euro, mentre per gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro, la percentuale sale fino all’88%. Sempre secondo l’analisi del Centro Studi Sogeea, la platea di coloro che hanno purtroppo dovuto subire le procedure forzate sono senz'altro gli appartenenti al ceto medio, piccoli imprenditori, impiegati e commercianti su tutti.