Giardinaggio, come rinvasare le piante

0 Rinvasare le piante è un'operazione molto importante per la crescita delle piante, da eseguire con cautela e attenzione.
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Volendo essere la Bussola nel mondo della casa e dell’abitare entriamo nel mondo del giardinaggio, perché la cura delle piante d’abitazione è un aspetto molto importante per vivere il nostro ambiente domestico in modo gradevole e con maggiore serenità. Iniziamo a parlare dell’operazione più frequente per le piante da vaso e cioè come rinvasarle. Questa è un’operazione molto importante e delicata per la crescita delle piante, da eseguire con cautela e attenzione, per non rovinare le radici. Diamo alcuni consigli. E’ importante per la naturale crescita, eseguire il cambio del vaso quando la pianta è cresciuta e sta crescendo, occorre quindi mettere un contenitore più grande per consentire alle radici di svilupparsi. Quando il vaso con la terra è occupato principalmente dalle radici è arrivato il momento di cambiare il vaso, usando uno con un diametro più grande. La procedure deve essere fatta con una certa cautela per evitare che l’insieme delle radici non venga rovinata. La procedura da seguire per piante di piccole e medie dimensioni, consiglia di innaffiare molto due o tre giorni prima le radici della pianta, in modo che sia ben idratata e subisca in questo modo il minor stress possibile. Successivamente si può procedere prendendo il vecchio vaso con due mani e adagiandolo delicatamente su un lato. Con una leggera pressione sul vaso, soprattutto se in plastica, si deve cercare di staccare la terra dalla superficie interna. Poi va afferrata la piantina con la mano più bassa e va tirata delicatamente, battendo nel contempo la base del vaso, in modo da assecondarne l’uscita. L’operazione di battitura del contenitore può anche avvenire facendolo ruotare a poco a poco, così da generare un aiuto al distacco del panetto di terra dal fondo. Una volta rimosso l’insieme delle radici dal vaso, questo va sistemato sul piano. Con un pennellino o un bastoncino va alleggerito del carico di terra, in modo da liberare il più possibile l’apparato radicale. Attenzione a questa operazione: liberare le radici delicatamente, senza che queste si spezzino. Se troppo aggrovigliate, aiutatevi con il pennello, in modo da liberarne il più possibile.


Rinvasare

Rinvasare


A operazione avvenuta, si può procedere al riempimento del nuovo vaso. Il nuovo contenitore deve essere innanzitutto riempito sul fondo con dell’argilla espansa, che aiuterà il drenaggio e l’aerazione del terreno. Al posto dell’argilla, in certi casi si possono anche adoperare alcuni pezzi di coccio che rendano la base irregolare e altrettanto drenante. Un volta distribuito anche del terriccio, si completa l’operazione con l’inserimento del panetto di radici, posizionando la piantina al centro e colmando il contenitore e gli spazi rimasti con della terra specifica, a seconda della tipologia di pianta che stiamo rinvasando. Meglio pressare il terriccio in modo da dare una forma compatta alla pianta e una posizione consona, evitando che cresca storta. Concluso il rinvaso, la piantina va innaffiata leggermente in modo da inumidire il terriccio e va sistemata in un luogo riparato per qualche giorno, così da dare modo alle radici di riprendersi dallo stress del trapianto. Occorre avere degli accorgimenti, quali non interrare il colletto della pianta che andremo a trapiantare. In questo modo, infatti, potrebbero crearsi delle marcescenze che andrebbero a incidere negativamente sulla salute della pianta nel giro di pochi giorni. Inoltre, la concimazione non deve mai avvenire a ridosso del rinvaso: anche questo potrebbe causare stress alla pianta e al suo successivo sviluppo. Meglio qualche giorno di riposo, in un posto a mezz’ombra, con innaffiature leggere ma regolari, in modo che la pianta possa riprendere il suo corso vegetativo. Anche la scelta del vaso è importante, esistono in commercio vari  tipi di vaso, classificati per materiale: plastica, cemento e terracotta. Il primo, il vaso di plastica, è quello più comune e anche quello meno resistente. Poco costoso, è spesso la tipologia più difficile da utilizzare poiché, in caso di errore con le innaffiature, porta in breve alla marcescenza. Il vaso di cemento è perlopiù usato in esterno ed è un oggetto molto decorativo. Complicato da spostare e a volte di grandi dimensioni, viene destinato a coltivazioni già avviate e anche con misure ragguardevoli, dove il rinvaso non è previsto nel giro di poco tempo. Infine, il vaso di terracotta, considerato il vaso per eccellenza, ha il pregio di essere pratico e allo stesso tempo di aiutare in caso di errore. La lieve traspirazione che consente permette di aiutare la pianta se troppo bagnata, ma anche di rilasciare l’umidità giusta nel corso del tempo.

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