Se l’impresa edile non ultima i lavori nei tempi previsti deve restituire doppio della caparra

0 Sentenza del tribunale di Perugia chiarisce che se l’impresa edile non ultima i lavori nei tempi previsti deve restituire doppio della caparra
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Una sentenza del tribunale di Perugia (888/2015), chiarisce che se l’impresa edile non ultima i lavori nei tempi previsti deve restituire doppio della caparra, mentre non vi sono conseguenze se i ritardi sono dovuti da cause provocate da altri. Nella fattispecie il tribunale umbro, è intervenuto per dirimere una controversa tra un acquirente e un venditore, un costruttore, che con un compromesso di vendita, si erano impegnati, entro una data prestabilita, di effettuare dei lavori edili presso una abitazione. Cosi l’acquirente aveva versato la rispettiva caparra, ma allo scadere dei tempi prescritti dal contratto stipulato, il venditore non aveva ultimato i lavori programmati e ne, soprattutto, rispettato l’impegno principale e cioè quello di perfezionare l’acquisto con l’atto notarile. Alle sollecitazioni dell’acquirente il costruttore ha declinato la possibilità di ultimare i lavori, giustificandosi con sopraggiunte difficoltà amministrative comunali. Da qui la richiesta presso il tribunale di competenza, della risoluzione del contratto e la restituzione del doppio della caparra versata. A giustificazione l’impresa edile ha affermato che non era stato possibile concludere le opere, in quanto l’acquirente continuava a chiedere modifiche non pattuite contrattualmente. Da qui la sentenza, che ha affermato che se il costruttore avesse dimostrato che i ritardi non dipendevano da cause riferibili alla sua condotta, poteva sottrarsi agli obblighi contrattuali, ma non avendolo fatto il promissario acquirente ha diritto alla risoluzione del contratto e alla restituzione del doppio delle caparra.

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