Il libretto per l’impianto di riscaldamento e climatizzatore

0 Il libretto della caldaia per l’impianto di riscaldamento e climatizzatore, aria condizionata e altri impianti caldo e freddo.
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Il libretto della caldaia per l’impianto di riscaldamento e climatizzatore, aria condizionata e altri impianti caldo/freddo, servono alla gestione dell’apparecchio e dell’impianto. Nel caso d’impianti autonomi, cioè delle singole unità immobiliari, il responsabile della tenuta dell’impianto caldo/freddo è colui che, a qualsiasi titolo, vive all’interno della casa. Questo può essere il proprietario dell’immobile o l’occupante a qualsiasi titolo. Cioè può essere il conduttore, se parliamo di affitto, il comodatario nell’eventuale comodato, o in generale l’utilizzatore dell’abitazione, nel caso in cui sia stato concesso il diritto d’uso. Come ad esempio dopo una separazione matrimoniale, l’abitazione venga conferita per l’uso all’ex coniuge. Il responsabile deve perciò delegare i tecnici preposti, affinché effettuino gli interventi necessari per il controllo, la manutenzione e la verifica dell’efficienza energetica dell’impianto termico e si deve accertare che venga predisposto il relativo libretto di impianto. Per quanto riguarda i costi, quelli riguardanti gli interventi del tecnico per la piccola  manutenzione  ordinaria  e  per  la  tenuta  del  libretto sono a carico del conduttore/occupante. Mentre quelle straordinarie, come ad esempio la sostituzione integrale o di singole parti, spettano al proprietario dell’appartamento. Nel caso d’impianti condominiali, il responsabile è l’amministratore o del terzo responsabile, che sarebbe l’operatore delegato dalla ditta incaricata della manutenzione. Può accadere che l’impianto di riscaldamento sia centralizzato e quello di climatizzazione autonomo, benché il libretto sia ormai unico, va compilato un libretto a sé per l’impianto autonomo. L’introduzione del nuovo libretto, è entrato in vigore il 15 ottobre 2014 e vale solo per gli impianti nuovi. Gli impianti di competenza saranno quelli di riscaldamento e le caldaie tradizionali, ma anche quelli di raffreddamento estivo, cioè i condizionatori di aria condizionata. Inoltre saranno obbligatori per qualsiasi tipo di impianto termico di climatizzazione, dalle pompe di calore ai cogeneratori, dal teleriscaldamento ai dispositivi alimentati da fonte rinnovabile. A livello nazionale, eccetto in Lombardia, Emilia Romagna o Veneto, il libretto da compilare è unico, con schede differenti e modulari a seconda degli impianti presenti in una singola unità. Mentre per quelli già esistenti la compilazione va effettuata con la gradualità dei controlli periodici di efficienza energetica o degli interventi su chiamata per la manutenzione. Chi ha provveduto a compilare il nuovo libretto non deve buttare via il vecchio, che va quindi conservato.


Tecnici specializzati

Tecnici specializzati


Per quanto riguarda le verifiche, ogni impianto termico obbligatoriamente è soggetto a due di diverso tipo, che a volte si possono sovrapporre. La prima riguarda la verifica sulla sicurezza dell’impianto, eseguita secondo una periodicità stabilita dall’installatore per i nuovi impianti, o dal manutentore per quelli esistenti. Questi devono tener conto, se disponibili, delle istruzioni fornite dalla ditta produttrice dei singoli apparecchi e componenti del sistema. Eseguito il controllo, il tecnico rilascia all’utilizzatore un rapporto tecnico, che si integra all’interno del libretto di impianto. La seconda è la verifica sui fumi ed efficienza energetica, le cui modalità e tempistiche sono dettate dal Dpr 74/2013 e a volte integrate da normative locali di riferimento. Alla fine del controllo, il tecnico compila un rapporto di efficienza energetica, i cui esiti saranno riportati sulle schede 11 e 12 del nuovo libretto. Il rapporto – per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale superiore ai 12 kW – dovrà anche essere trasmesso da chi effettua il controllo, agli enti preposti al controllo dei fumi e alla gestione dei catasti sul territorio. I tecnici che effettuano le revisioni sugli impianti di climatizzazione, sono specializzati e devono avere due abilitazioni, che si possono attestare attraverso il certificato rilasciato dalla Camera di commercio. La prima riguarda impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione di qualsiasi natura e specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e condense e di ventilazione ed areazione dei locali. Mentre la seconda verte sugli impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed areazione dei locali. Per coloro che non regolarizzano il proprio impianto, vi sono sanzioni amministrative che partono da 500 euro sino a 3000 euro. Queste sono a carico del proprietario, del conduttore o dell’amministratore di condominio e del terzo responsabile che non rispetti gli obblighi di legge.

 

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