Il pignoramento immobiliare iniziamo a capire

1 Il pignoramento immobiliare, iniziamo a capire una procedura lunga e complessa
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Nei casi in cui un debitore non riesce a far fronte ai suoi impegni, il creditore per soddisfare le proprie pendenze può agire attraverso la procedura, seppur complessa e costosa, del pignoramento immobiliare. Mentre il debitore a difesa del proprio patrimonio immobiliare, può impostare una azione legale, come ad esempio il dilazionamento del processo esecutivo, che può consentirgli di prendere tempo, nell’intenzione di riuscire ad onorare gli impegni nei confronti del debitore. Nella delicata e intricata procedura di esecuzione immobiliare, uno degli aspetti più complessi riguarda l’individuazione dei beni. Tale indagine deve essere effettuata dal creditore, attraverso il proprio legale e non dal giudice. In questa ricerca egli deve accertarsi che il debitore non abbia provveduto alla cessione dei beni o dei diritti su di essi, attraverso vendite o donazioni, per sottrarli alla procedure esecutiva. In questo caso il creditore può, attraverso articolo Art. 2901 del Codice Civile (azione  revocatoria), chiedere la revoca e la nullità di questi atti, purché si dimostri che questi siano stati fatti a discapito del creditore.


 

pignoramento immobiliare

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Quindi individuato il bene ed eseguito il pignoramento, su istanza del creditore, il giudice predispone l’ordinanza di vendita, con o senza incanto, per estinguere il dedito e chiudendo la procedura esecutiva. Prima di arrivare al pignoramento e all’istanza di vendita, ci sono prima dei passaggi che il creditore deve effettuare nei riguardi del debitore, quali l’atto di precetto, da effettuare con un titolo esecutivo, con il quale s’intima il rientro del debito. Il tempo di rientro del debito indicato dall’atto di precetto, non deve essere inferiori di dieci giorni, ma il giudice può renderlo immediato (Art. 482. c.c.), se vi sono pericoli che il debitore possa nascondere i suoi beni.

I TITOLI ESECUTIVI POSSO ESSERE:

  • le sentenze;
  • decreti ingiuntivi del giudice;
  • cambiali e assegni o altri titoli di pagamento;
  • gli atti ricevuti dal notaio o da altro pubblico ufficiale;

Passato il periodo indicato dal precetto, il creditore attraverso l’ufficiale giudiziario notifica l’atto di pignoramento. Questo viene trascritto in conservatoria dei registri immobiliari, in modo da annullare qualsiasi possibilità di vendita. Dalla notifica dell’atto devono passare non meno di dieci giorni, prima che il creditore possa chiedere al giudice l’istanza di vendita del bene. Questa deve essere ultimate entro 120 giorni, con la preparazioni di tutte le operazioni necessarie, quali ad esempio l’estratto del catasto, i certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all’immobile effettuate nei venti anni anteriori al pignoramento. Il giudice può valutare insufficiente la documentazione dichiarando nullo il pignoramento. Altrimenti possono seguire una serie di passaggi che riguardano la stima del bene, le modalità e la data della vendita. In presenza di opposizioni agli atti esecutivi da parte del debitore, il giudice le valuta e decide con sentenza se  e  come si procederà alla vendita. Occorre chiarire cosa s’intende per bene immobile, questi comprendono non solo edifici e terreni, ma una vasta gamma di altre costruzioni anche quelle fissate al suolo in modo transitorio. Oppure quello unite al suolo come alberi, sorgenti. Sono inoltre considerati beni immobili i mulini, i bagni oppure edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all’alveo e sono destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione. Possono essere pignorati anche quelli che la legge definisce diritti immobiliari suscettibili di scambio: l’usufrutto, l’enfiteusi – locazione per piantagione e frutto – la nuda proprietà, il diritto di superficie.

LINK UTILI:
www.conservatoria.it