Proroga dell’esenzione delle imposte per chi acquista la prima casa all’asta

0 Proroga dell’esenzione delle imposte di registro per chi acquista la prima casa all'asta. Infatti è stata confermata la proroga del D.L. 18/2016 fino a giugno 2017, con alcune novità.
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Sono state confermate le agevolazioni introdotte – D.L. n°18 14/02/2016 e l.g. n°49 8/4/2016 – per alleggerire le imposte indirette nei trasferimenti di immobili nelle procedure esecutive e nelle vendite fallimentari, che dovevano scadenza il 31 dicembre 2016. Infatti nell’art. 7 del disegno di legge di bilancio 2017, si prevede di allungare i termini concessi prorogando la scadenza di altri sei mesi, sino al 30 giugno 2017. Il provvedimento prevede che chi acquista l’immobile come prima casa in un’asta giudiziaria, l’imposta di registro da pagare al 9% dell’immobile, si riduce a 200 euro fisse. In sostanza i trasferimenti di proprietà o di diritti reali su beni immobili, nell’ambito di procedure esecutive inclusi i fallimenti, dovranno pagare imposte di registro, ipotecaria e catastale con un importo fisso di 200 euro ciascuna, quindi complessivamente di 600 euro. Possono usufruire delle agevolazioni sia i privati nel caso di acquisto di prima casa non di lusso, ma non devono rivenderla prima dei cinque anni. E le imprese, ma è richiesto l’impegno dichiarato di non rivendere gli immobili entro cinque anni dall’acquisto. Quando non si realizza la condizione del ritrasferimento, le impose saranno dovute nella misura ordinaria e si applicherà una sanzione amministrativa del 30% oltre agli interessi di mora. Questa sanzione vale anche per i privati in caso di dichiarazione mendace o rivendita del bene entro i cinque anni. Comunque l’Agenzia delle Entrate – circolare n°27/E del 13/06/2016 – ha chiarito che quando il contribuente, sia impresa che privato che ha chiesto le agevolazioni, non intenda o non possa rispettare le condizioni poste, potrà presentare agli uffici un’istanza di rinuncia prima della scadenza del termine. Si potrà così evitare la sanzione amministrativa, ma verranno applicati gli interessi a partire dal giorno dell’atto, con il pagamento delle differenza di imposta. Scaduto invece il termine, ci sarà pur sempre la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte.

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