Tasi, se un comproprietario non paga ne risponde l’altro

0 Tasi, se uno dei comproprietari dell’immobile non paga l’imposta, il Comune può chiedere il pagamento del tributo agli altri contitolari.
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La TASI è il tributo dovuto ai comuni che copre i servizi comunali indivisibili (illuminazione, manutenzioni) e che insieme con l’IMU e la TARI, è una delle tre parti della IUC, l’imposta unica comunale. Nel caso in cui l’immobile è in comproprietà, e vi è il mancato versamento di una quota, il Comune può chiedere il pagamento della stessa agli altri comproprietari, poiché vale la responsabilità solidale. Di conseguenza, se un comproprietario non paga, il Comune può scegliere di rivolgersi agli altri, che a loro volta potranno poi rivalersi su chi non ha versato la propria parte. Lo stesso accade tra gli utilizzatori, ad esempio tra i diversi inquilini di un unico immobile. Ma non tra utilizzatori e possessori, perché qui le obbligazioni tributarie sono divise e il proprietario non risponde per le inadempienze  dell’inquilino. C’è però anche un’altra possibilità, prevista a livello generale dallo Statuto del contribuente: si tratta dell’accollo, con cui il proprietario può farsi carico della Tasi dell’utilizzatore, nei casi in cui l’immobile non costituisce abitazione principale dell’occupante e il tributo è ancora dovuto (articolo 8, comma 2, della legge 212/2000). Il possessore può semplicemente aggiungere la quota dell’inquilino all’importo a proprio carico, ma deve comunicare l’avvenuto accollo al Comune. Non occorrono formalità particolari, ma avvisare gli uffici serve a evitare equivoci. Peraltro, se nonostante la comunicazione il versamento fosse insufficiente, l’inquilino rimarrebbe comunque obbligato a pagare la propria parte.

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